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Google permetterà di indicizzare… qualsiasi cosa

Non solo pagine web: a breve sarà possibile indicizzare sui motori anche la rubrica dei contatti aziendali, oppure le informazioni contenute in un nostro database privato. Da qualche tempo Google ha pubblicato una libreria open source (a sorgente aperto, nel senso che è possibile riprogrammarlo ed integrarlo a piacere su qualsiasi piattaforma software) dal nome significativo Cloud Search Connector SDK : un toolkit completo per lo sviluppo, che permette di rendere indicizzabile su Google qualsiasi contenuto di terze parti. Una novità davvero molto interessante, che sarà in grado di cambiare il mondo del Search Engine Marketing in maniera sostanziale, nei prossimi anni.

Nello specifico, Google con questa libreria permette di distinguere tra indicizzazione di content (ovvero contenuti classici come foto, testi, video, ed in generale repository, ovvero “depositi” di dati strutturati come ad esempio il codice sorgente di un programma) e di identities (quindi, ad esempio, una semplice rubrica di contatti aziendali). Estendere le funzionalità di Google anche a dati strutturati diversi da pagine web sarà, ovviamente, a pieno vantaggio dell’efficenza e dell’innovazione tecnologica per moltissime aziende. Il pacchetto completo è stato reso open source (quindi è documentato in ogni sua parte, e si può programmare o riprogrammare a piacere), a vantaggio di tutti i programmatori interessati, in nome dell’apertura e della trasparenza che, almeno da questo punto di vista, sembra caratterizzare Google da sempre.

La libreria Cloud Search Indexing API è open source, sembra essere molto vasta e funzionale (almeno a prima vista sbirciando la documentazione), supporta la gestione esplicita degli errori ed il multi-thread (a vantaggio della velocità di esecuzione), e sarà utilizzabile mediante la piattaforma Google Cloud per rendere ricercabili nuovi tipi di contenuti, che saranno pertanto allargati alla dimensione solitamente riservata alla pagine web. Il tutto funzionerà mediante “blocchi” software adibiti a specifiche funzioni di alto livello, collegabili con vari linguaggi e soluzioni di terze parti.

Tra le nuove funzionalità disponibili ci saranno:

  • search on-premises;
  • applicazioni cloud o SaaS (Software as a Service);
  • storage di dati e documenti anche di grosse dimensioni;
  • ERP (software di Enterprise Resource Planning)
  • sistemi di supporto alle aziende in generale.

(fonte)

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